Crisi idrica: presentato il Piano Laghetti a Roma per pianificare e ripensare il territorio. Pronte le proposte di intervento del Consorzio Bacchiglione servono interventi concreti per fronteggiare i cambiamenti climatici

Data pubblicazione: 11/07/2022

Data scadenza:

Settore: Pubblicazioni Generali

Numero: 69

Padova, 07 luglio 2022. La crisi idrica che stiamo vivendo è un chiaro segnale che la direzione di marcia deve essere invertita, ora. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla gestione locale della risorsa idrica affidata ai Consorzi di bonifica. Il Consorzio di bonifica Bacchiglione sta mettendo in campo tutte le risorse a disposizione per far fronte a questa emergenza nell’immediato. Ma questo non è più sufficiente, bisogna avere una visione lungimirante per la gestione del territorio, che si traduce in accumulare l’acqua per poi utilizzarla quando necessario.

Crisi idrica: presentato il Piano Laghetti a Roma per pianificare e ripensare il territorio. Pronte le proposte di intervento del Consorzio Bacchiglione servono interventi concreti per fronteggiare i cambiamenti climatici

Il tema dell’accumulo dell’acqua e di una gestione diversa della risorsa è ormai diventato il focus su cui ripensare e ridisegnare il territorio. Un’esigenza di respiro nazionale che si è concretizzata ieri con la presentazione a Roma durante l’Assemblea Nazionale di ANBI del cosiddetto “Piano laghetti”. La proposta nata dalla collaborazione tra Coldiretti e ANBI, Associazione Nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, prevede la realizzazione di invasi di piccole e medie dimensioni in tutto il territorio nazionale per trattenere l’acqua piovana e utilizzarla nei periodi siccitosi. Si tratta di circa 10.000 laghetti, 223 di questi hanno il progetto esecutivo già pronti e sono in attesa del finanziamento. Si tratta di invasi disseminati in tutto il territorio nazionale, per una capacità di invaso complessiva di 650 milioni di metri cubi d’acqua per garantire l’irrigazione a 430.000 ettari.

 

Il Consorzio Bacchiglione condivide la proposta di ANBI e Coldiretti. Infatti, i bacini di invaso che il Consorzio ha progettato e altri già individuati fanno parte del “Piano laghetti”, una strada percorribile per fronteggiare situazioni di carenza idrica che, purtroppo, non possono più essere considerate eventi eccezionali ma la normalità. Il Consorzio ha già realizzato degli interventi sul territorio per accumulare l’acqua e molti sono i progetti pronti per essere realizzati.

Nel 2020 sono iniziati i lavori dell’intervento per la “Ottimizzazione della gestione delle acque irrigue nella riviera del Brenta” che ha portato alla realizzazione dell’area umida di Dolo, con un’estensione di quasi quattro ettari e l’adeguamento, mediante automazione e telecontrollo, di 27 manufatti di regolazione, dotati di paratoie, lungo i canali consortili. L’intervento, risultato 7° nella graduatoria nazionale approvata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è stato finanziato al 100%, e prevede un risparmio idrico di circa il 30% pari a più di 3 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.

 

Nel 2021 sono stati realizzati due interventi per il miglioramento del servizio irriguo nella zona di Codevigo e Chioggia. Il primo lavoro è consistito nel rifacimento del ponte canale della roggia Barene sul Montalbano dove, l’allargamento della sezione, ha permesso di aumentare la portata d’acqua a servizio della zona di Valli di Chioggia. Il secondo intervento è consistito nella messa in funzione della vasca di espansione presso l’impianto idrovoro Trezze nel comune di Chioggia: la funzione è quella di contrastare le filtrazioni saline provenienti dalla laguna e ridurre la quantità di sostanze nutrienti, azoto e fosforo, che vengono immesse nella laguna di Venezia.

«Stiamo continuando a ideare soluzioni e interventi che hanno come obiettivo quello di immagazzinare l’acqua, per poi utilizzarla quando necessario. Non solo, l’imperativo adesso è quello di realizzare opere, impianti e reti di distribuzione efficienti per ridurre le perdite ed evitare gli sprechi. Abbiamo un cassetto pieno di idee e di progetti per ripensare il territorio in maniera funzionale alle nuove esigenze e in modo sostenibile. La linea tracciata da ANBI e Coldiretti con il “Piano laghetti” è fondamentale alla luce della situazione che stiamo vivendo. L’imperativo deve essere ripensare e ridisegnare il territorio, per gestire al meglio la risorsa idrica. Il Consorzio Bacchiglione ha già pronto un primo lotto di interventi da eseguire sul territorio, – afferma Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione- la situazione ci impone di trovare tempestivamente soluzioni per gestire e distribuire la risorsa idrica. Le nostre proposte riguardano sia la costruzione di invasi che il miglioramento di strutture già esistenti, perché adesso è il momento di intervenire e non lasciare che questi progetti rimangano solo sulla carta. “Facciamo spazio all’acqua” è uno slogan che il Consorzio ripete da anni. Pensandoci bene è più corretto dire “restituiamo spazio all’acqua”, lo spazio che l’acqua aveva quando il territorio era prevalentemente agricolo, con tanti fossi. Ogni volta che si dà “spazio” all’acqua si migliora la sicurezza idraulica, si aumentano le disponibilità per l’irrigazione e si migliora la qualità delle acque».

Il Consorzio ha progettato, inoltre, un altro intervento già finanziato. Il progetto consiste nella trasformazione della rete irrigua nel bacino Trezze che prevede la sostituzione di circa 10 chilometri di canalette a cielo aperto con un impianto di distribuzione irrigua tubato in bassa pressione, con condotte in polietilene, per fornire acqua alle aziende in maniera più efficiente nei comuni di Chioggia e Codevigo.

C’è un’ulteriore proposta del Consorzio che riguarda il canale Novissimo abbandonato, in gestione al Consorzio Bacchiglione grazie ad una convenzione con il magistrato delle Acque di Venezia. Il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha proposto un intervento di riqualificazione idraulico ambientale del Novissimo abbandonato con finalità di fitodepurazione delle acque e di accumulo della risorsa idrica, circa 100.000 metri cubi, da utilizzare nei momenti siccitosi per l’irrigazione nelle aree del bacino Trezze (Valli di Chioggia) limitrofe al corso d’acqua abbandonato.

Il Consorzio Bacchiglione ha idee, proposte e progetti pronti per essere realizzati. L’emergenza idrica che stiamo attraversando è un chiaro segnale che i tempi sono maturi e non è più possibile ritardare la realizzazione di queste opere sia per garantire sia la sicurezza idraulica del territorio che per far fronte a situazioni di carenza idrica. Se non ora, quando?

Data creazione: 11/07/2022

Data ultimo aggiornamento: 11/07/2022

Allegati
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