Terza Commissione consiliare: presentate le istanze del Consorzio Bacchiglione. Garantire la portata di salvaguardia ambientale con le acque del LEB e Piano Laghetti: “soluzioni concrete” per far fronte ai cambiamenti climatici

Data pubblicazione: 02/12/2022

Data scadenza:

Settore: Pubblicazioni Generali

Numero: 84

Padova, 2 dicembre 2022. Si è tenuta, mercoledì 30 novembre, la seduta fuori sede della Terza Commissione consiliare a Cologna Veneta. Focus dell’incontro è stato la presentazione del progetto di ricerca e sperimentazione irrigua del Consorzio di bonifica di secondo grado L.E.B. (Lessinio – Euganeo – Berico) e l’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura del Veneto. Il Consorzio Bacchiglione è intervenuto presentando due istanze in merito alle esigenze e alla criticità del comprensorio.

Terza Commissione consiliare: presentate le istanze del Consorzio Bacchiglione. 
Garantire la portata di salvaguardia ambientale con le acque del LEB e Piano Laghetti:  “soluzioni concrete” per far fronte ai cambiamenti climatici

Durante la seduta sono stati affrontati i temi attuali quali l’impatto climatico nel mondo e in particolare nel NordEst con una proiezione al 2050 che non si prospetta positiva, gli effetti della siccità degli scorsi mesi, che ha creato danni all’agricoltura e ha reso necessaria la disponibilità di territori agricoli maggiormente resilienti, e infine il costo dell’energia. All’incontro sono intervenuti anche i Presidenti dei Consorzi di bonifica di I° grado che formano il Consorzio Leb, (Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Consorzio di Bonifica Bacchiglione) indicando esigenze e criticità presenti all’interno dei loro territori.

In particolare il Consorzio Bacchiglione ha presentato due istanze: la prima riguarda l’utilizzo dell’acque del canale LEB per il superamento dell’emergenza ambientale, igienico- sanitaria del nodo idraulico di Padova. La seconda verte sulle proposte del Consorzio di bonifica nell’ambito del “quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico”.

L’emergenza idrica che si è verificata nei mesi estivi ha avuto pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, igienico e sanitario per la città di Padova, in particolare nei corsi d’acqua del centro storico che dipendono dalle portate del fiume Bacchiglione e del canale Brentella. L’unico apporto d’acqua significativo e costante al nodo idraulico di Padova è stato garantito dalla portata immessa nel fiume Bacchiglione dal canale LEB a Montegaldella, che preleva acqua dal fiume Adige.

 

«La proposta su cui stiamo lavorando in accordo con la Regione del Veneto è quella di poter garantire la “portata di salvaguardia ambientale “al nodo idraulico di Padova nei momenti di crisi idrica. Occorre individuare un automatismo che consenta di garantire una certa portata del fiume Bacchiglione. Nel momento in cui la portata del fiume Bacchiglione scende al di sotto il valore prestabilito si deve intervenire per evitare situazioni di siccità estrema – afferma Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione-. Una soluzione per far fronte a questa criticità consiste nell’autorizzare il LEB ad aumentare la porta d’acqua di 5 metri cubi al secondo, che sommata a quella già immessa durante la stagione irrigua (5 m³/s) garantirebbe il livello di salvaguardia ambientale (10 m³/s). Inoltre stiamo lavorando per raggiungere un’intesa tra la Regione del Veneto e le province di Trento e Bolzano affinché garantiscano il rilascio nel fiume Adige di una portata sufficiente a consentire la massima derivazione del canale LEB, evitando riduzioni di portata per il fiume Bacchiglione. Dobbiamo essere pronti e preparati ad affrontare la prossima stagione irrigua: stiamo lavorando affinché non si verifichino più situazioni di emergenza ambientale e igienico-sanitaria nella città di Padova».

 

La seconda istanza invece riguarda la presentazione di dieci proposte di progetto del Consorzio di bonifica Bacchiglione che sono in attesa di finanziamento per essere realizzate. Questi progetti hanno l’obiettivo di costruire bacini in cui trattenere l’acqua in eccesso per poterla poi rilasciare nei momenti di necessità. Gli interventi si inseriscono nel cosiddetto “Piano Laghetti” nato dalla collaborazione tra Coldiretti e ANBI, Associazione Nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue. Si prevede la realizzazione di invasi in tutto il territorio nazionale in grado di trattenere l’acqua piovana e utilizzarla nei periodi siccitosi. Si tratta di 10.000 laghetti, disseminati in tutto il territorio nazionale, con una capacità di invaso complessiva di 650 milioni di metri cubi d’acqua.

 

 

Data creazione: 02/12/2022

Data ultimo aggiornamento: 02/12/2022

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