Stagione irrigua: i dati presentano uno scenario idrico preoccupante con livelli al di sotto della media
Data pubblicazione: 16/01/2026
Tipo Documento: Comunicazione
Settore: Pubblicazioni Generali
Numero: 2
Padova, 16 gennaio 2026. Le previsioni per la stagione irrigua 2026, pur non evidenziando al momento dati particolarmente allarmanti, indicano una situazione regionale ancora critica. I livelli delle falde acquifere risultano inferiori alle medie di lungo periodo e gli accumuli nevosi in quota sono drasticamente ridotti. Tale quadro, derivante da mesi con precipitazioni e neve ben al di sotto della norma, compromette la ricarica delle riserve idriche e incide negativamente sull’approvvigionamento in vista della prossima stagione irrigua.
I dati forniti dall’ultimo “Bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica” diffuso da ANBI Veneto evidenziano come il mese di dicembre 2025 sia stato caratterizzato da valori inferiori alla media stagionale storica. In particolare, le precipitazioni hanno registrato un deficit del 57%, mentre gli apporti nivali si sono attestati intorno a un −50% rispetto alla media, compromettendo significativamente le riserve idriche. Inoltre, dicembre 2025 è risultato il terzo mese di dicembre più caldo dal 1988, con temperature superiori di circa 4 °C rispetto alle medie storiche nelle aree montane. Questo scenario impone di ripensare la gestione dell’acqua in relazione a tutti gli usi ambientali, produttivi e civili secondo un approccio sostenibile e lungimirante. In tale contesto, i Consorzi di bonifica rivestono un ruolo strategico nella gestione del reticolo di bonifica, risultando essenziale garantire un corretto governo dei deflussi. La regolazione dei livelli dei canali assume particolare importanza anche nel periodo invernale: da un lato è necessario gestire le portate derivanti dalle precipitazioni, dall’altro occorre assicurare il mantenimento di livelli minimi idonei alla vivificazione dei canali, al fine di tutelare la salubrità dei territori e preservare gli ecosistemi presenti.
«Le informazioni relative alle riserve idriche sono preoccupanti, e ci impongono di pensare fin da ora quali possono essere i possibili scenari che potrebbero verificarsi durante la prossima stagione irrigua. Sicuramente se non ci sarà un’inversione del trend idrico sarà una stagione irrigua molto impegnativa. Non possiamo pensare che la gestione delle colture e dei tempi possa rimanere la stessa, anche l’agricoltura si deve adattare ai cambiamenti climatici e ai nuovi tempi – dichiara Silvano Bugno, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione-. Il cambiamento di tendenza è già in corso, perché la disponibilità d’acqua si è già ridotta rispetto a dieci anni fa, per questo servono infrastrutture in grado di ridurre al minimo gli sprechi e al tempo stesso di poter immagazzinare quantitativi d’acqua per essere poi utilizzati nei momenti di necessità. Scenari come la riduzione delle superfici irrigate specialmente quelle destinate a colture che richiedono quantitativi maggiori, favorire specie più resistenti ad ambienti siccitosi cambiando quindi le produzioni sono aspetti che non sono più ritenuti così probabilistici. Sono necessari piani di investimento strutturali, che puntino a investire in tecnologie di precisione, sistemi di monitoraggio e uso efficiente dell’acqua diventa fondamentale per ridurre gli sprechi e massimizzare il valore di ogni metro cubo disponibile, per garantire le produzioni nel lungo periodo».
La stagione irrigua 2026 si apre in un contesto di persistente criticità idrica, che richiede risposte concrete fondate sull’efficienza nell’uso della risorsa, su una gestione strutturata e su un crescente ricorso all’innovazione tecnologica. Il focus rimane l’importanza dell’“acqua bene comune” che deve essere utilizzata e preservata con una forte consapevolezza del suo valore.
Data creazione: 16/01/2026
Data ultimo aggiornamento: 28/01/2026