Invasi agricoli e cambiamenti climatici: uno studio dell’Università di Padova mostra come ridurre le perdite d’acqua
Data pubblicazione: 20/03/2026
Tipo Documento: Comunicazione
Settore: Pubblicazioni Generali
Numero: 13
La ricerca del Dipartimento TESAF con il Consorzio di Bonifica Bacchiglione evidenzia che si può ridurre l’evaporazione fino al 20% nei bacini agricoli durante l’estate
Codevigo, 20 marzo 2026. Una delle sfide più importanti per l’agricoltura del futuro sta diventando la gestione e la conservazione dell’acqua, per questo è necessario trovare soluzioni in grado di far fronte a queste nuove esigenze. Questo è il focus del lavoro di sperimentazione svolto dal Prof. Tarolli del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università di Padova e presentato ieri sera all’Assemblea consortile. I risultati dello studio hanno dimostrato che attraverso l’utilizzo di materiali ombreggianti è possibile ridurre la percentuale di evaporazione.
Dopo tre anni di attività si è concluso il progetto di ricerca sviluppato dal Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università di Padova, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Bacchiglione, dedicato allo studio degli invasi agricoli come soluzione concreta di adattamento ai cambiamenti climatici. Il progetto ha previsto la realizzazione di un sito sperimentale a Fossò (VE), dove sono stati costruiti quattro piccoli invasi da 150 m³ ciascuno, dotati di sensori e strumenti di monitoraggio avanzati. Lo studio coordinato dal responsabile scientifico prof. Paolo Tarolli, ordinario di idraulica agraria presso il Dipartimento TESAF, ha analizzato il ruolo dei piccoli bacini di accumulo nel garantire disponibilità idrica durante i periodi più critici per le colture, mentre la ricerca condotta in particolare dalla dott.ssa Wendi Wang, ha misurato con precisione le perdite evaporative durante l’estate e valutato l’efficacia di diverse soluzioni di copertura.
I risultati sono chiari: una semplice rete ombreggiante al 50% può ridurre l’evaporazione di circa il 20%, consentendo di trattenere nell’invaso oltre 100 m³ di acqua in più durante la stagione estiva. In alcune giornate particolarmente calde, la differenza ha raggiunto anche 2,5 metri cubi di acqua al giorno, un volume che può fare la differenza nei momenti di maggiore richiesta irrigua.
«Sono soddisfatto che il Consorzio di bonifica sia stato partner di questa sperimentazione, attraverso l’individuazione del sito e la realizzazione dello stesso. Credo che questo progetto sia fondamentale alla luce dei cambiamenti climatici in atto che vedono estati sempre più calde e siccitose, per capire come migliorare la gestione delle acque riducendo al minimo non solo gli sprechi ma, se possibile, anche l’evaporazione – afferma Silvano Bugno, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione-. Lo sviluppo di questa ricerca con l’Università di Padova testimonia l’importante sinergia tra ricerca e gestione del territorio, per fornire soluzioni utili e concrete alle nuove esigenze del mondo agricolo. Per questo l’impegno del Consorzio Bacchiglione è quello di continuare ad utilizzare questo sito sperimentale per nuove ricerche, per attività didattiche e per iniziative di divulgazione rivolte e tutti i cittadini e al mondo agricolo».
Oltre al beneficio per le aziende agricole, gli invasi possono svolgere un ruolo più ampio nel territorio: contribuire alla gestione delle risorse idriche, ridurre il rischio di eventi estremi e favorire la biodiversità.
«I piccoli invasi rappresentano una strategia concreta per aumentare la resilienza dell’agricoltura ai cambiamenti climatici - spiega Paolo Tarolli -. Ridurre anche solo una parte delle perdite per evaporazione significa trasformare acqua che andrebbe persa in una risorsa disponibile per le colture proprio nei momenti più critici».
Il lavoro scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Agricultural Water Management dimostra, inoltre, come sia possibile stimare con maggiore precisione le perdite per evaporazione grazie a un modello innovativo sviluppato dai ricercatori, utile per supportare agricoltori e responsabili della gestione idrica nelle decisioni relative agli invasi. Lo studio è stato sviluppato nell’ambito del Centro Nazionale Agritech – Spoke 4, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per rendere l’agricoltura più resiliente ai cambiamenti climatici.
Data creazione: 20/03/2026
Data ultimo aggiornamento: 14/04/2026