20 luglio 2021

Appello del Presidente Ferraresso per una maggiore manutenzione della fossatura privata

Maggior manutenzione della rete idrografica minore per contrastare gli eventi climatici eccezionali 

Gli ultimi eventi climatici che si sono verificati sul territorio hanno posto di nuovo l’attenzione sull’importanza svolta dalla rete idrografica minore, come caditoie e fossi privati, nel garantire il corretto deflusso delle acque e la sicurezza idraulica.
Chiediamo al Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione – Paolo Ferraresso – qualche spiegazione.

Presidente, quanto è importante la manutenzione della rete minore per il territorio?

Molto e si è visto anche con le ultime precipitazioni. La caditoie stradali, le bocche di lupo e la fossatura privata svolgono l’importante ruolo di veicolare l’acqua verso gli scoli e i canali consortili per essere poi fatta defluire verso i ricettori maggiori. Ma se sono presenti delle ostruzioni l’acqua trova un altro spazio dove scorrere creando situazioni di criticità per il territorio e per le persone. Bastano buone e semplici pratiche per garantire all’acqua lo spazio necessario che si traducono in pulizia e manutenzione della rete idrografica minore. Il mio appello è rivolto a tutti i cittadini, in particolare a coloro che sono proprietari di fossature private, perché mantengano o ripristinino la funzione originaria degli scoli.

Presidente, qual è l’obiettivo da raggiungere per evitare il verificarsi di situazioni di criticità?

L’obiettivo è quello di potenziare la capacità di ricezione. Nel progettare gli interventi sul territorio si parte da una valutazione della capacità ricettiva. Ma non si può pensare di continuare a progettare interventi per aumentare la ricezione se le strutture esistenti non funzionano correttamente. Oltre alla manutenzione ordinaria di canali e scoli, il Consorzio ha provveduto a potenziare la sua rete di controllo attraverso l’automazione e il telecontrollo delle paratoie e degli impianti. Grazie all’installazione di questo sistema  siamo in grado di monitorare costantemente da remoto i livelli degli scoli e poter così intervenire in maniera tempestiva in caso di necessità. Ma questo da solo non basta ad individuare e prevenire le situazioni di emergenza. Deve esserci un lavoro sinergico con tutti i soggetti presenti nel territorio: Comuni, associazioni agricole e di categoria e privati cittadini. Dobbiamo collaborare tutti per una maggiore sicurezza idraulica, questo è lo sforzo che dobbiamo compiere nei prossimi anni.

A tal proposito recentemente è stata modificato l’articolo 34 della Legge Regionale 12 dell’8 maggio 2009. Che modifiche sono state apportate al precedente articolo?

Le variazioni apportate all’articolo con la legge regionale n. 13 del 25 maggio 2021 prevedono la stipula di convenzioni o accordi di programma fra Regione, Comuni e Consorzi di bonifica con l’obiettivo di progettare ed eseguire interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nella rete idrografica minore di competenza dei privati, in modo tale che sia funzionale alla rete idraulica di bonifica. Inoltre secondo il comma 6 ter della legge regionale 13 del 25 maggio 2021 l’articolo 1:
“ La approvazione degli interventi da parte del Comune costituisce dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità degli interventi medesimi, ed in caso di inerzia dei privati, sono eseguiti con oneri a carico dei soggetti proprietari”.
Queste modifiche sono fondamentali per una gestione del territorio in modo sinergico tra tutti i soggetti coinvolti. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, per questo la manutenzione anche in sede privata dei fossi risulta fondamentale e necessaria per garantire la sicurezza idraulica di tutti. Dobbiamo prendere coscienza che per far funzionare il sistema idrografico tutta la rete deve essere in grado di ricevere le acque meteoriche, evitando che l’acqua trovi altre strade.

Possiamo, dunque, dire che dobbiamo riconsiderare la funzione dei fossi privati?

Certamente, in passato il fosso ricopriva un ruolo fondamentale per l’ambiente ma anche per l’economia.  Oggi non è più così, e con esso si è persa anche la sua importante funzione ambientale. Dobbiamo fare un passo indietro e tornare a pensare al fosso come elemento vitale per il territorio soprattutto alla luce della sempre più crescente urbanizzazione che ha visto l’aumento di aree impermeabili. Abbiamo parlato di rete idrografica. Una rete, per svolgere la sua funzione in tutto il territorio, ha bisogno di un’efficienza capillare. Non ci possono essere ancora situazioni in cui le fossature versano in uno stato di abbandono, dobbiamo tutti fare la nostra parte nel territorio per garantire la sicurezza. Per questo bisogna prendere coscienza della funzione svolta dal fosso come ricettore delle acque meteoriche e come via per l’allontanamento dalle aree urbane. Rivolgo il mio appello a tutti, amministrazioni, Enti e privati cittadini perché vigilino il territorio e segnalino agli organi competenti eventuali situazioni anomale. Solo se tutti ci impegniamo per una corretta manutenzione della rete idrografica possiamo garantire a tutti la sicurezza.

Presidente, vedremo quindi un’inversione di tendenza?

L’inversione di tendenza deve essere la priorità in questo momento. Il Consorzio da tempo sta già lavorando in questa direzione per educare i cittadini a fare la propria parte nella manutenzione dei fossi privati. Per questo abbiamo deciso di puntare sui cittadini di domani, i ragazzi, per fargli capire fin da subito l’importanza e la funzione che svolge la rete minore sia per quanto riguarda la sicurezza idraulica, sia per quanto riguarda la funzione di irrigazione. Dobbiamo appassionare i ragazzi all’ambiente e al territorio, insegnandogli la storia affinché non vengano ripetuti gli stessi errori. Lo abbiamo fatto attraverso un fumetto “Facciamo spazio all’acqua” che racconta proprio dell’importanza svolta dai fossi e sarà il focus del nostro progetto scuole che ripartirà a settembre, per tutti i ragazzi della scuola primarie e secondaria di primo grado. Il progetto ha l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi il territorio in cui vivono e la funzione di scoli, impianti e manufatti presenti per insegnargli che il territorio è di tutti e da tutti va preservato.